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Lettera al segretario provinciale PSI
set 15th, 2009 by Francesco Scatigno

Al segretario provinciale PSI Silvestro Mezzina

OGGETTO: rivendicazione indipendenza Federazione Giovani Socialisti Barletta

La Federazione dei Giovani Socialisti (FGS) di Barletta intende conservare la sua autonomia dal PSI locale e provinciale, riconoscendo Antonio Russo delegato provinciale della federazione giovanile socialista in quanto a questa carica designato dal direttivo regionale FGS.
Dichiara altresì di riconoscersi distinta e diversa dal Partito Socialista, di non accettare interferenze politiche volte al controllo ed alla strumentalizzazione della federazione giovanile, e la propria libertà di scelta delle figure politiche con cui dialogare e rapportarsi, seppure differenti dalle strategie ed alleanze del PSI.

Cordiali saluti
Francesco Scatigno
Delegato FGS Barletta

Lettera ai cittadini attivi
set 14th, 2009 by Francesco Scatigno

Caro amico/a

ti scrivo per informati di una questione che mi sta a cuore.

Agli inizi del 2007 abbiamo cominciato una battaglia nel comune di Barletta per chiedere all’amministrazione comunale il divieto di attendamento per i circhi con animali sul territorio comunale. Nel novembre 2007 consegnammo all’ufficio protocollo del comune di Barletta una petizione popolare firmata da 537 cittadini barlettani che chiedevano il divieto per i circhi con animali.

Ti chiedo 2 minuti del tuo tempo per mandare una e-mail al sindaco e al quotidiano locale La Gazzetta del Mezzogiorno in modo da far sentire più forte la nostra voce e la nostra rivendicazione.
Invia una e-mail agli indirizzi
segreteriasindaco@comune.barletta.ba.it e redazione.barletta@gazzettamezzogiorno.it
con un testo di questo tipo:

Ill.mo signo sindaco
mi unisco alla richiesta di Francesco Scatigno per ordinare il divieto di circhi con animali. I circhi con animali sono dei lager ambulanti, non è possibile che nel 2009 siano ancora tollerati, patrocinati e finanziati. Ormai molte città e molti stati adottano regolamenti comunali, ordinanze e leggi che vietano il circhi. E’ ora di fare un passo avanti, di riconoscere un diritto.
Chiedo che nella città di Barletta venga vietato l’attendamento ai circhi con animali.
un saluto
Nome e cognome
Città

Ti elenco le motivazioni portate a favore della nostra richiesta:

- secondo studi del CNR il rapporto tra domatore e animale rappresenta un modello sociale di apprendimento molto pericoloso in quanto rende accettabile la sopraffazione del più debole http://www.stampa.cnr.it/documenti/cnrWeb/2006/Gen/16_gen_06_01.htm http://www.stampa.cnr.it/documenti/cnrWeb/2006/Dic/21_dic_06_13.pdf ;

- personalità del mondo scientifico, giuridico e filosofico il 15 ottobre 1978 su iniziativa dell’Unesco a Parigi proclamavano la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale e che nel punto 10 di questa dichiarazione si legge: a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’ uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale;

- più di 600 psicologi italiani tra cui Annamaria Manzoni attraverso la sottoscrizione di un documento unitario esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali. Affermando ancora che Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia. (http://www.tradizioniviolente.org/implicazioni4.html );

Solo qualche minuto per partecipare ad una iniziativa di massa, per portare il tuo contributo ad una battaglia, per fare un passo avanti nel riconoscimento dei diritti degli animali che troppo spesso sfruttiamo, abbandoniamo e verso cui abbiamo degli obblighi o qualcosa da farci perdonare.

Ti ringrazio per l’attenzione

Francesco Scatigno

Lettera al Sindaco di Barletta sulla questione circhi
set 14th, 2009 by Francesco Scatigno

All’ Ill.mo Signor Sindaco Ing. Nicola Maffei
p.c. ai mezzi stampa

Il sottoscritto Francesco Scatigno, nato a Barletta il 6/7/1983 e ivi residente, in quanto delegato della Federazione Giovani Socialisti per la città di Barletta

PREMESSO CHE

- l’associazione Europa Giovane il 14 novembre 2007 presentava all’amministrazione comunale una petizione popolare firmata da 537 cittadini barlettani che chiedeva il divieto di attendamento sul territorio comunale di circhi con animali;
- secondo studi del CNR il rapporto tra domatore e animale rappresenta un modello sociale di apprendimento molto pericoloso in quanto rende accettabile la sopraffazione del più debole
http://www.stampa.cnr.it/documenti/cnrWeb/2006/Gen/16_gen_06_01.htm
http://www.stampa.cnr.it/documenti/cnrWeb/2006/Dic/21_dic_06_13.pdf ;
- personalità del mondo scientifico, giuridico e filosofico il 15 ottobre 1978 su iniziativa dell’Unesco a Parigi proclamavano la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale e che nel punto 10 di questa dichiarazione si legge: a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’ uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale;
- più di 530 psicologi italiani tra cui Annamaria Manzoni, Fulvio Scaparro, Marina Valcarenghi, Guglielmo Gulotta e Dario Varin attraverso la sottoscrizione di un documento unitario esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali. Affermando ancora che Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia. (http://www.tradizioniviolente.org/implicazioni4.html);

CHIEDE

Che il Sindaco e l’amministrazione comunale di Barletta ordinino il divieto di attendamento sul territorio comunale per i circhi con animali al seguito.

DICHIARA

Che in mancanza di risposte comincerà una sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione e rivendicare il riconoscimento dei diritti e della dignità degli animali attraverso le richieste sopra esposte.

Barletta, 14/09/2009
Francesco Scatigno

Tutti morimmo a stento
lug 17th, 2009 by Redazione

da http://www.labouratorio.it/

A Malta i socialisti vanno alla grande. Alle Europee il Partit Laburista, guidato dal 35enne Josep Muscat, ha preso un bel 54,77%. Festa! Champagne! Ricchi premi e cotillons!
In attesa che da La Valletta parta la riscossa socialista in Europa e in Occidente, a qualcuno vien tuttavia il fondato dubbio che si sia giunti al capolinea. A lanciare nuovamente il sasso nello stagno è stato Bernard-Henri Lévy, che in una recente intervista sul Journal du Dimanche ha serenamente affermato che il partito socialista francese deve scomparire. Stavolta non si tratta di furberie retoriche o di un dibattito strumentale tipo quello a cui abbiamo assistito in Italia ai tempi in cui nasceva il Partito Democratico. Stavolta, pur conoscendo il radicalscicchismo di Bernard-Henri Levy, la provocazione arriva in un momento in cui l’imbarazzato silenzio seguito al disastro delle Europee rischiava di diventare la prova provata che sì, quel capolinea era ormai stato raggiunto. Non solo in Francia, ma, appunto, in tutta Europa.
Un capolinea che sta nelle parole d’ordine dei socialisti d’Europa, prima ancora che nelle urne.

Per lunga parte dello scorso secolo la socialdemocrazia ha rappresentato il compromesso più lungimirante realizzato tra la borghesia capitalista e la classe operaia*. Le conquiste di quel periodo hanno significato maggiori tutele, maggiori garanzie, maggiori diritti per larga parte delle società in cui quel compromesso è stato più o meno compiutamente realizzato.
Oggi però quelle società non esistono più. Quanto meno non sono più rappresentabili da quel compromesso. Non accettare questa evidenza è ciò che sta facendo scomparire i socialisti d’Europa, molto più che le asserzioni di Levy.
Il modello di stato sociale costruito in quegli anni, soprattutto nell’Europa settentrionale, ha garantito crescita e progresso, ma non calza più per una realtà mutata. Insistere nella sua difesa tout-court significa attestarsi, di fatto, sulla linea di conservazione di un’esistente che non può più resistere di fronte ai suoi costi, alla parzialità delle tutele che può garantire, così come manca di ricette per affrontare credibilmente le sfide della globalizzazione, dell’immigrazione e dei suoi effetti.
E per favore, non ci si illuda che le risposte stataliste alla crisi abbiano rilanciato le ragioni di un rinnovato “socialismo” de facto. Quello che abbiamo visto all’opera di recente è un atteggiamento prettamente emergenziale, si tratta di uno statalismo di salvataggio, che non ha nulla di programmatico a lunga scadenza, né di ideologico e che non può avere né l’uno, né l’altro**.

Se oggi il socialismo ha da essere è bene che sia altro da quello che si nasconde dietro slogan inneggianti al socialismo europeo (quando poi di fatto non esiste, ma esistono piuttosto socialismi europei). Anche perché là dietro sta nascosto niente più che un cadavere.
Ma anche ai cadaveri c’è chi è affezionato e chi ancora s’affeziona, senza che ciò porti grande giovamento né a costoro, né al cadavere. Diverso è invece rimanere affezionati al ricordo di ciò che era prima di quel cadavere. Libertà e uguaglianza, meriti e bisogni, diritti e doveri. Per rinnovare quell’affetto, e se proprio vogliamo credere che esista un socialismo europeo, allora forse varrebbe la pena ripartire di lì e magari recuperando dall’oblio il Libro Bianco per l’occupazione e lo sviluppo proposto da Jacques Delors.
Altrimenti ci si accontenti di continuare a morire a stento. Del resto a noi socialisti d’Italia una simile sorte è stata ormai di fatto consegnata da una storia tanto infame quanto pietosa. Infame per come ha archiviato un assassinio politico e moralista, pietosa nel consentirci oggi, magra consolazione, di morire a stento, ma canticchiando in rima.

Prima che fosse finita/ ricordammo a chi vive ancora/ che il prezzo fu la vita/ per il male fatto in un’ora.
Poi scivolammo nel gelo/ di una morte senza abbandono/ recitando l’antico credo / di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta/ e l’estrema vergogna ed il modo/ soffocato da identica stretta/ impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull’ossa/ e riprese tranquillo il cammino/ giunga anch’egli stravolto alla fossa/ con la nebbia del primo mattino.

* Umberto Ranieri sull’ultimo numero de Le Nuove Ragioni del Socialismo
** Luciano Cafagna sull’ultimo numero de Le Nuove Ragioni del Socialismo

_ Tommaso Ciuffoletti – 29 anni – Socialista liberale fiorentino. Che vi piaccia o no

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